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Notizie

CISL FNP Emilia Centrale

Comune di Modena e organizzazioni sindacali insieme per i servizi di cura
7 Agosto 2026

Comune di Modena e organizzazioni sindacali insieme per i servizi di cura

Il Comune di Modena e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dei pensionati e della Funzione Pubblica, hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per il rafforzamento della gestione pubblica dei servizi sociali e di cura. Al centro dell’intesa il trasferimento della gestione della Cra Vignolese ad Asp Ghirlandina dal primo gennaio 2027, decisione presa per poter procedere alle assunzioni per il personale mancante mantenendo la gestione pubblica della Cra e con l’obiettivo di completare il programma di riordino delle forme pubbliche di gestione dei servizi sociali e sociosanitari del Distretto di Modena in attuazione della Legge regionale 12/2013, che individua negli ambiti distrettuali il livello territoriale di riferimento per la programmazione e la gestione dei servizi e prevede l’individuazione di un’unica forma pubblica di gestione. Il Protocollo stabilisce che tutti gli aspetti relativi al trasferimento del personale, all’organizzazione del lavoro, alle dotazioni organiche e al trattamento economico siano affrontati nelle sedi di confronto sindacale competenti, con l’obiettivo di valorizzare le professionalità, garantire la continuità lavorativa e definire percorsi di stabilizzazione. È prevista l’istituzione di uno specifico tavolo di confronto tra Comune di Modena, Asp Ghirlandina e organizzazioni sindacali firmatarie, con funzioni di monitoraggio del cronoprogramma e verifica periodica dello stato di attuazione degli impegni assunti. Il tavolo sarà convocato ogni sei mesi e la prima riunione è prevista entro il mese di ottobre. L’intesa conferma inoltre il mantenimento del servizio del Punto unico di accesso nella gestione diretta del Comune di Modena, visto il ruolo fondamentale che ricopre nel garantire la continuità assistenziale e l’integrazione tra servizi sociali e sanitari, condividendo l’obiettivo di rafforzarne progressivamente le capacità operative e professionali. “Modena può contare su un sistema di welfare territoriale capace di garantire elevati livelli di tutela e presa in carico delle persone più fragili”, commenta la vicesindaca e assessora a Sanità, Salute e servizi connessi Francesca Maletti. “Di fronte all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle non autosufficienze e alla crescente complessità dei bisogni, è necessario consolidare questo patrimonio e rinnovare il modello di intervento. Il nostro obiettivo prioritario resta garantire un’alta qualità di vita alle persone anziane, agli ospiti delle Case residenze per anziani di Modena e della Cra Vignolese: la gestione ad opera dell’Asp Ghirlandina permetterà di mantenere gli standard attuali di qualità garantendo al contempo il completamento della pianta organica attraverso l’assunzione del personale mancante. Ringrazio l’Azienda Usl, che ci ha accompagnati in questo percorso, i sindacati per il confronto che non è mai mancato e, in particolare, il personale della Cra Vignolese: il livello di professionalità ed esperienza che porta nella nuova gestione è la più alta rassicurazione che ci sentiamo di dare agli ospiti e ai loro familiari”, ha concluso Maletti. Con la sottoscrizione del Protocollo, Comune di Modena e organizzazioni sindacali individuano un riferimento programmatico per le future scelte organizzative in materia di servizi di cura sociosanitari e confermano l’impegno a proseguire il confronto sul futuro assetto del welfare territoriale, orientando l’azione comune al rafforzamento della qualità dei servizi, della partecipazione, della gestione pubblica e della valorizzazione del lavoro.
Quattordicesima mensilità
10 Luglio 2026

Quattordicesima mensilità

Con la pensione di luglio 2026 l’INPS erogherà la quattordicesima mensilità, nota anche come “somma aggiuntiva”, a circa 2,7 milioni di pensionati, di cui 130 mila appartenenti alla gestione pubblica. Si tratta di un sostegno economico destinato ai pensionati con redditi medio-bassi che rispettano precisi requisiti di età, contribuzione e reddito. La quattordicesima viene riconosciuta automaticamente dall’INPS nella maggior parte dei casi, senza necessità di presentare domanda. Tuttavia, chi ritiene di averne diritto ma non la riceve può richiederne il riconoscimento attraverso una domanda di ricostituzione reddituale. Ma chi ha diritto alla quattordicesima? La somma aggiuntiva spetta ai titolari di pensioni derivanti da lavoro dipendente, pubblico o privato, e da lavoro autonomo, purché la pensione sia a carico dell’INPS e siano soddisfatti contemporaneamente tre requisiti: anagrafico, contributivo e reddituale. Per ricevere il pagamento a luglio è necessario aver compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026. Chi raggiungerà questa età dopo tale data, oppure è andato in pensione nel corso del 2026, riceverà la quattordicesima con la rata di dicembre, sempre se in possesso degli altri requisiti previsti. Non tutte le prestazioni pensionistiche danno diritto al beneficio. Restano escluse, tra le altre, le pensioni di invalidità civile, l’assegno sociale, la pensione sociale, l’APE sociale, le isopensioni, le pensioni del Fondo casalinghe e altri trattamenti assistenziali. Per  avere  la quattordicesima il reddito è determinante e di conseguenza per verificarne il diritto viene considerato esclusivamente il reddito personale del pensionato e non quello del coniuge. Nel calcolo rientrano la maggior parte dei redditi soggetti o esenti da IRPEF, mentre sono esclusi, ad esempio, l’abitazione principale, il trattamento di fine rapporto, la pensione di guerra, gli assegni familiari e le indennità di accompagnamento. Per il 2026 sono previste due fasce di reddito: la prima riguarda i pensionati con un reddito complessivo annuo fino a 11.931,08 euro, pari a una volta e mezza il trattamento minimo INPS. La seconda comprende chi percepisce un reddito fino a 15.908,10 euro, cioè due volte il trattamento minimo. Ma quanto spetta? L’importo della quattordicesima è fisso e dipende dagli anni di contributi versati durante la vita lavorativa. Per chi ha un reddito fino a 11.931,08 euro annui gli importi sono 437 euro con anzianità contributiva fino a 15 anni per i lavoratori dipendenti o fino a 18 anni per gli autonomi; 546 euro con oltre 15 e fino a 25 anni di contributi (18-28 anni per gli autonomi) e 655 euro con oltre 25 anni di contributi (oltre 28 per gli autonomi). Per chi invece ha un reddito compreso tra 11.931,08 e 15.908,10 euro gli importi scendono rispettivamente a 336, 420 e 504 euro, sempre in base agli anni di contribuzione. È inoltre prevista una clausola di salvaguardia: se il reddito supera di poco uno dei limiti previsti, la quattordicesima non viene persa completamente, ma viene ridotta in modo da evitare penalizzazioni eccessive. L’INPS eroga normalmente la quattordicesima d’ufficio utilizzando i dati reddituali disponibili nei propri archivi. Il pagamento, tuttavia, avviene in via provvisoria: successivamente l’Istituto verifica i redditi effettivi attraverso le dichiarazioni RED e le informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate. Se dai controlli emerge che la somma non era dovuta, oppure era stata corrisposta in misura superiore al dovuto, l’INPS procede al recupero degli importi. Al contrario, in mancanza di dati reddituali aggiornati la prestazione potrebbe non essere erogata. Ma cosa fare se non arriva? Può accadere che un pensionato avente diritto non riceva la quattordicesima nel mese di luglio. In questo caso è possibile presentare una domanda di ricostituzione reddituale rivolgersi al Nostro ufficio di Patronato l’INAS CISL. Se la richiesta viene accolta, l’INPS liquida la somma spettante comprensiva degli arretrati, che possono essere riconosciuti fino a un massimo di cinque anni.     —