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Piano Casa, Daniela Fumarola CISL promuove il decreto: “Bene il recupero degli alloggi”. Pacchioni Fnp Cisl Emilia Centrale: “Servono case adatte a una popolazione che invecchia”

Dieci miliardi in dieci anni per rendere disponibili 100mila abitazioni popolari o a canone calmierato. È questo l’obiettivo del nuovo Piano Casa illustrato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei ministri, con l’intento di affrontare l’emergenza abitativa che colpisce non solo le fasce più fragili della popolazione, ma anche quel ceto medio che, soprattutto nelle grandi città, non riesce più ad accedere né agli alloggi popolari né ai prezzi del mercato privato.

Il piano prende spunto dal modello già utilizzato per gli studentati universitari finanziati dal Pnrr e si basa su procedure semplificate e sulla figura di commissari straordinari per accelerare gli interventi.

Tre i pilastri dell’intervento. Il primo riguarda il recupero e la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente, con l’obiettivo di rimettere in circolo circa 60mila alloggi oggi inutilizzabili perché degradati o privi dei requisiti necessari. Previsti interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento degli impianti e opere di ristrutturazione, oltre alla possibilità di realizzare nuove case popolari senza ulteriore consumo di suolo.

Il secondo asse del Piano punta a concentrare in un unico fondo, gestito da Invimit Sgr, le risorse europee e nazionali già destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa, con comparti dedicati alle singole Regioni e Province autonome per rispondere alle specifiche esigenze territoriali. Complessivamente, le risorse pubbliche mobilitate superano i dieci miliardi di euro.

Il terzo pilastro mira invece a coinvolgere gli investimenti privati, introducendo iter burocratici più rapidi per favorire la costruzione di abitazioni da affittare o vendere a prezzi calmierati. In cambio delle semplificazioni, i soggetti privati dovranno garantire che almeno il 70% degli alloggi realizzati rientri nell’edilizia convenzionata, con prezzi inferiori di almeno un terzo rispetto a quelli di mercato.

Positivo il commento della leader della Cisl Daniela Fumarola, che sottolinea come il tema della casa sia oggi centrale per lavoratori, famiglie e cittadini stranieri. Fumarola evidenzia in particolare l’importanza del recupero del patrimonio immobiliare esistente e della prospettiva di realizzare 100mila nuovi alloggi nei prossimi dieci anni, pur riservandosi una valutazione più approfondita del decreto una volta esaminato nei dettagli.

Sul tema interviene anche Domenico Pacchioni, segretario FNP Cisl Emilia Centrale, che richiama l’attenzione sulla necessità di adeguare il patrimonio abitativo a una popolazione sempre più anziana: “Non basta aumentare il numero degli alloggi disponibili: serve anche una mappatura puntuale delle abitazioni realmente idonee ai bisogni delle persone della fascia più anziana. Nelle città e nei paesi del nostro territorio ci sono ancora moltissime palazzine di tre o quattro piani prive di ascensore e appartamenti con bagni dotati soltanto di vasca e non di doccia. Occorrono interventi di adeguamento e accessibilità, abbattendo le barriere architettoniche, perché l’invecchiamento della popolazione impone un ripensamento concreto delle case in cui viviamo”.