MELONI: SI AL PATTO SOCIALE PROPOSTO DA CISL
«Assolutamente pronta e disponibile ad avviare e a discutere di un patto sociale con il quale affrontare le grandi questioni e le grandi transizioni del nostro tempo».
È da questa affermazione che prende le mosse l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa di inizio anno, svoltasi il 9 gennaio, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti insieme all’Associazione della stampa parlamentare.
Un passaggio che richiama direttamente la necessità di un confronto strutturato tra Governo e parti sociali per affrontare una fase segnata da profonde trasformazioni economiche, tecnologiche e demografiche. La premier ha riconosciuto la complessità del contesto attuale, sottolineando come «le grandi trasformazioni che stanno arrivando impatteranno soprattutto sul mercato del lavoro».
In questo quadro, Meloni ha ribadito in modo esplicito la disponibilità già manifestata alla Cisl ad aprire un percorso di dialogo. «Ribadisco una disponibilità che ho già segnalato nello specifico alla Cisl, perché loro me l’hanno chiesto all’ultimo congresso, ma anche a tutti gli altri che hanno un approccio positivo», ha affermato. Un confronto che, ha aggiunto, «può funzionare anche se c’è una divergenza di partenza, purché non ci sia il pregiudizio a voler lavorare positivamente insieme», riconoscendo come da molti corpi intermedi questo spirito costruttivo sia già presente.
Tema centrale dell’intervento è stato quello della produttività del lavoro, definita un problema storico del Paese. La presidente del Consiglio ha richiamato le fragilità strutturali del sistema produttivo italiano e indicato alcune priorità che incrociano direttamente le questioni poste dal sindacato: investire nel capitale umano, rafforzare la formazione, in particolare nelle competenze STEM, incentivare gli investimenti con una visione pluriennale e migliorare le infrastrutture. In questo contesto, il modello della Zes unica speciale viene indicato come punto di partenza. Meloni ha inoltre rivendicato l’aumento degli investimenti infrastrutturali negli ultimi tre anni, cresciuti del 300%, anche grazie al Pnrr.
Sul versante previdenziale, la premier ha rivendicato le scelte operate dal Governo a tutela dei pensionati. «Se non fossimo intervenuti, nel 2027 l’età pensionabile sarebbe aumentata di tre mesi. Noi l’abbiamo portata a un mese, e a zero per i lavori usuranti», ha spiegato.
Riguardo al quadro economico generale, Meloni ha ammesso che la crescita resta insufficiente, pur escludendo scenari catastrofici. Ha ricordato le risorse stanziate per contrastare il caro energia e annunciato nuovi interventi in arrivo. Citando dati Istat, ha sottolineato l’aumento del potere d’acquisto e il ritorno, dall’autunno 2023, di una dinamica salariale tornata a crescere più dell’inflazione.
Ampio spazio anche alle politiche sociali, a partire dal contrasto alla denatalità. «Vogliamo che passi il messaggio che i figli non sono un ostacolo», ha detto la premier, ricordando le misure a sostegno delle mamme lavoratrici, dai bonus nido ai congedi parentali e alla decontribuzione, pur riconoscendo che serve anche un cambiamento culturale. In dirittura d’arrivo il Piano Casa, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di abitazioni a prezzi calmierati nei prossimi anni.
Sul piano internazionale, Meloni ha ribadito l’impegno dell’Italia per la pace e la stabilità, dal Medio Oriente all’Ucraina, confermando il sostegno umanitario e la prospettiva dei due Stati.
Un quadro complessivo che affida al metodo del dialogo sociale e alla collaborazione tra istituzioni e parti sociali un ruolo decisivo per affrontare le sfide del lavoro, dello sviluppo e della coesione del Paese.