Manovra 2026, Pacchioni (Fnp Cisl Emilia Centrale): “Servono più equità e tutele sociali”
Il segretario della Fnp Cisl Emilia Centrale, Domenico Pacchioni, esprime una valutazione nel complesso positiva sulla manovra 2026, pur chiedendo ulteriori interventi per rafforzare equità e giustizia sociale. “Il contributo di solidarietà per banche e assicurazioni – sottolinea – si conferma una misura importante, così come gli interventi a tutela del potere d’acquisto, degli ammortizzatori sociali e il sostegno alla pubblica amministrazione e alle famiglie”.Sul fronte pensionistico, Pacchioni accoglie con favore la piena indicizzazione delle pensioni secondo le regole preesistenti, un impegno da 5 miliardi, insieme alla proroga dell’Ape Sociale e alle misure per i lavori usuranti e precoci. Positivo anche l’aumento del Fondo sanitario nazionale di 7,4 miliardi e le assunzioni previste nel settore sanitario. “Sono segnali concreti – afferma – per rafforzare un servizio pubblico essenziale e vicino ai cittadini”.
Il segretario apprezza inoltre gli interventi per il Mezzogiorno, la casa e il sostegno alle imprese, ma chiede al governo uno sforzo ulteriore “dentro e oltre la manovra”. Tra le priorità: dire no alla rottamazione delle cartelle esattoriali – “non è accettabile che paghino sempre e solo lavoratori dipendenti e pensionati” – e introdurre un’aliquota Irpef al 32% fino a 60 mila euro, con la detassazione delle tredicesime e la sterilizzazione del fiscal drag che erode salari e pensioni.
Sul versante previdenziale, la Fnp Cisl chiede la riproposizione di Opzione Donna e Quota 103, la sterilizzazione dell’aumento dei requisiti pensionistici e più risorse per le pensioni minime, oltre a tempi più rapidi per l’erogazione del Tfr dei dipendenti pubblici.
“Servono inoltre maggiori fondi per sanità, lotta alla povertà e caregiver – conclude Pacchioni – e va rilanciata con forza l’applicazione della legge sulla non autosufficienza, vero baluardo di civiltà in una società che cambia”.
Pacchioni è in linea con quanto affermato dalla segretaria nazionale Cisl Daniela Fumarola e d’accordo con quanto affermato dalla segretaria stessa in un’intervista rilasciata al settimanale “Tempi”. Fumarola, ha ribadito il ruolo del sindacato come forza di dialogo e di costruzione, non di contrapposizione. “I sindacati – ha sottolineato – non devono fare rivolte, ma promuovere sviluppo, crescita e coesione sociale”. La segretaria ha evidenziato la necessità di una nuova stagione di concertazione tra Governo, imprese e parti sociali, ricordando che “solo il confronto può generare soluzioni durature” su temi cruciali come salari, lavoro dignitoso, fisco e pensioni. Secondo la dirigente Cisl, l’attuale fase economica e sociale richiede “una governance condivisa, capace di guardare oltre le divisioni politiche”, per affrontare in modo organico le transizioni digitale e ambientale. La sindacalista ha inoltre posto l’accento sulla partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, considerandola una leva fondamentale per la competitività e la stabilità produttiva. Un altro nodo centrale dell’intervista è quello dei salari: “L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto. Servono politiche redistributive, incentivi alla produttività e rinnovi contrattuali rapidi”, ha spiegato Fumarola, chiedendo maggiore attenzione anche alle famiglie e al Mezzogiorno. Sul piano organizzativo, la Cisl ha invece annunciato una mobilitazione nazionale con assemblee in tutto il Paese, che culminerà in una manifestazione a Roma. Obiettivo: rilanciare un “Patto sociale per lo sviluppo e la coesione”, per unire mondo del lavoro, imprese e istituzioni attorno a un progetto comune di crescita. “Non si costruisce nulla con la contrapposizione – ha concluso Fumarola – ma con la responsabilità condivisa di chi vuole far avanzare il Paese”.
—
