Bollette, stangata sulle persone fragili: elettricità più cara del 37,3%
Gli aumenti delle bollette elettriche rischiano di mettere ulteriormente in difficoltà le persone anziane e le famiglie più fragili, proprio quelle che avrebbero maggiore bisogno di protezione. Dal 1° ottobre, infatti, la tariffa dell’elettricità per i clienti vulnerabili in regime di Maggior Tutela è aumentata del 37,3% in un solo trimestre. Un rincaro pesante, che si inserisce in un contesto di forte crescita dei prezzi dell’energia e che preoccupa la Cisl Emilia Centrale per le ricadute sui bilanci familiari.
La Maggior Tutela elettrica è riservata, dal luglio 2024, ai clienti vulnerabili: tra questi rientrano le persone con più di 75 anni, le famiglie che hanno diritto al bonus sociale per disagio economico, le persone con disabilità ai sensi della legge 104, i nuclei nei quali vengono utilizzate apparecchiature elettromedicali salvavita e altre categorie individuate dalla normativa. Si tratta, dunque, di cittadini per i quali la bolletta non è soltanto una voce di spesa da contenere, ma un costo indispensabile per garantire condizioni di vita dignitose.
Secondo le stime di Arera, il prezzo di riferimento dell’elettricità per questi utenti è salito a 43,43 centesimi per kilowattora, tasse comprese. Per un cliente tipo, con un consumo annuo di 2.000 kWh e una potenza impegnata di 3 kW, la spesa elettrica prevista per il 2026 raggiunge i 665,38 euro, contro i 608,72 euro del 2025. Un incremento di quasi 57 euro all’anno, che può sembrare contenuto in termini assoluti, ma pesa maggiormente su chi dispone di entrate limitate e deve far fronte anche alle spese per alimentazione, farmaci, visite mediche e assistenza.
Il problema riguarda da vicino anche il territorio modenese e reggiano. Secondo i dati riferiti al settembre 2024, nella provincia di Modena si contavano circa 24.800 utenze domestiche in Maggior Tutela, pari al 7,2% delle 345 mila utenze elettriche complessive. A Reggio Emilia erano circa 23.400, il 9,5% delle 246 mila utenze domestiche. In totale, oltre 48 mila utenze interessate da un regime tariffario destinato proprio alle persone considerate più vulnerabili.
«Se abbiamo deciso che gli utenti fragili meritano una protezione particolare, quella protezione non può esaurirsi nel dirgli chi determina il prezzo. Deve diventare anche capacità di assorbire gli shock più violenti», afferma Rosamaria Papaleo, Segretaria Cisl Emilia Centrale. Per il sindacato, riconoscere una condizione di vulnerabilità deve significare garantire strumenti efficaci soprattutto quando i rincari diventano più difficili da sostenere.
L’emergenza energetica, inoltre, non riguarda soltanto chi rientra nelle categorie tutelate. La Cisl ha stimato che per una famiglia con due stipendi da circa 1.500 euro netti al mese, che vive in un appartamento di 80 metri quadrati, il costo dell’energia tra ottobre e marzo possa arrivare a 1.900-2.100 euro, considerando riscaldamento a gas ed elettricità. Una spesa che rischia di comprimere ulteriormente le risorse disponibili e che, per le persone anziane sole o le famiglie con redditi più bassi, può diventare ancora più difficile da affrontare.
Per questo la Cisl Emilia Centrale chiede interventi concreti: bonus rafforzati nei periodi di maggiore aumento dei prezzi, rateizzazioni sostenibili e una strategia territoriale capace di aiutare i cittadini a orientarsi tra agevolazioni e strumenti di sostegno. L’obiettivo è fare in modo che le misure disponibili raggiungano davvero chi ne ha più bisogno, senza lasciare sole le persone anziane e fragili davanti a una spesa essenziale.
«Se abbiamo stabilito per legge che alcune persone sono vulnerabili, non possiamo limitarci a definirle tali. La tutela deve diventare concreta proprio quando il mercato colpisce più forte», conclude Papaleo. Un richiamo che mette al centro il diritto di tutti, a partire da chi è più esposto alle difficoltà economiche, a vivere in una casa adeguatamente riscaldata e a sostenere i costi dell’energia senza dover rinunciare ad altre necessità fondamentali.