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Addio a Doris Salardi, una vita spesa per gli altri

Ci sono persone che lasciano un segno profondo nelle comunità che abitano e nelle organizzazioni a cui dedicano il proprio tempo. Doris Salardi è stata una di queste. La notizia della sua improvvisa e inaspettata scomparsa ha suscitato dolore e commozione nella Fnp Cisl Emilia Centrale e nell’Anteas, realtà nelle quali ha profuso per anni energie, intelligenza, passione e spirito di servizio.

Doris ha rappresentato un esempio concreto di come il tempo della pensione possa trasformarsi in una stagione di impegno, partecipazione e responsabilità verso gli altri. Una donna che ha saputo guardare oltre sé stessa, interpretando la pensione non come un punto di arrivo, ma come una nuova opportunità per costruire relazioni, promuovere diritti e sostenere le persone più fragili.

Per diversi anni è stata responsabile del Coordinamento femminile della Fnp Cisl di Reggio Emilia. In quel ruolo ha messo in campo straordinarie capacità organizzative, promuovendo iniziative finalizzate ad ampliare le opportunità per le donne, favorire nuovi diritti e ridurre le disuguaglianze di genere, anche all’interno delle organizzazioni sindacali. Un lavoro svolto sempre con spirito inclusivo e costruttivo, condiviso con il marito Luciano, compagno di vita e di impegno civile. Il suo non era un impegno “contro” qualcuno, ma un lavoro “per” le persone, per costruire opportunità e rafforzare la partecipazione.

La sua azione è poi proseguita nella Bassa Reggiana e in particolare a Luzzara, dove, insieme all’ex segretario della Fnp Cisl Semper, si è fatta promotrice della nascita di importanti servizi per la comunità. Ascoltando i bisogni espressi da molte donne del territorio, Doris ha saputo coinvolgere l’Anteas e ottenere il sostegno necessario per dare vita a progetti rivolti alle persone fragili, agli anziani, ai giovani in cerca di occupazione e alle donne straniere arrivate nei nostri paesi per assistere anziani e non autosufficienti.

Tra le iniziative più significative vi è stato il potenziamento dei servizi di trasporto sociale, diventati negli anni un punto di riferimento per molte persone in difficoltà. Ovunque operasse, Doris portava con sé una determinazione straordinaria. Dietro un’apparenza discreta e gentile si celava infatti una forza d’animo capace di superare ostacoli, incomprensioni e difficoltà.

Una forza che affondava le proprie radici nella fede e nella speranza. Doris aveva compreso profondamente che l’attenzione verso l’altro, soprattutto verso i più deboli, non è un’opzione ma una responsabilità. Un principio che ha guidato tutta la sua vita e che richiama le parole recentemente pronunciate da Papa Leone: l’amore per Dio si manifesta concretamente nell’interesse e nella cura verso il prossimo, in particolare verso i più fragili, le donne e i giovani.

Anche dopo il dolore della perdita del marito, Doris non ha mai smesso di mettersi al servizio degli altri. Fino agli ultimi giorni ha continuato a seguire con passione le attività dell’Anteas. Solo poco tempo prima della sua scomparsa aveva scritto di sentirsi stanca e di non avere più le forze per proseguire il suo incarico, chiedendo con grande senso di responsabilità di poter passare il testimone.

Oggi la Fnp Cisl Emilia Centrale e l’Anteas la salutano con riconoscenza e affetto, custodendo l’eredità di una donna che ha saputo trasformare la solidarietà in azione concreta e il volontariato in una testimonianza autentica di cittadinanza attiva.

«Doris ci lascia un patrimonio prezioso di valori, impegno e umanità. Ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri, senza mai cercare visibilità o riconoscimenti. La sua testimonianza continuerà a essere un esempio per tutti noi e per le nuove generazioni di volontari e sindacalisti», dichiarano Domenico Pacchioni e Paolo Iotti, a nome della Fnp Cisl Emilia Centrale.

Alla famiglia, al figlio Davide e alla sorella Cristina, giungano le più sincere e sentite condoglianze da parte della Fnp Cisl Emilia Centrale e dell’Anteas.