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“L’Europa siamo noi”: lavoro, democrazia e la sfida contro populismi e disinformazione

Difesa della democrazia europea, centralità del lavoro e contrasto ai populismi e alla disinformazione sono stati al centro dell’iniziativa “L’Europa siamo noi. Viaggio nell’Unione che serve ma che continuano a negarci”, promossa dalla Cisl Emilia Centrale al Teatro San Prospero di Reggio Emilia.

Un appuntamento che ha registrato il tutto esaurito, con un’affluenza tale da costringere gli organizzatori a chiudere gli ingressi e lasciare una lunga fila di persone all’esterno. Sul palco la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, il senatore Marco Lombardo e il segretario confederale della Cisl Andrea Cuccello, moderati dal vicedirettore de «Il Foglio» Maurizio Crippa, con l’introduzione della Segretaria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo.

Papaleo ha subito inquadrato il momento storico, definendolo «il più difficile dalla fine della Seconda guerra mondiale», ribadendo che il sindacato non può restare neutrale: «La nostra scelta di campo è l’Europa, orizzonte di stabilità, sviluppo e coesione». Dal territorio arrivano segnali allarmanti: calo della produzione e dell’occupazione, automotive in grave sofferenza, distretto ceramico appesantito dai costi energetici e dal sistema Ets. «Se la transizione ecologica diventa un dogma scaricato sui lavoratori – ha avvertito – perdiamo due volte: lavoro e ambiente».

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’antisemitismo. Rispondendo a una domanda sulla proposta di legge del deputato reggiano Graziano Delrio, Picierno ha definito l’antisemitismo «un frutto della guerra ibrida» ed espresso piena solidarietà al parlamentare per gli «attacchi ignobili» subiti. Un lungo applauso della platea ha testimoniato la vicinanza al parlamentare. La vicepresidente del Parlamento europeo ha poi richiamato il patrimonio democratico dell’Unione, mettendo in guardia dal confondere la critica al governo Netanyahu con l’ostilità verso il popolo ebraico, denunciando come l’antisionismo sia divenuto elemento identitario di una parte del dibattito pubblico. Anche Lombardo ha condannato il clima d’odio, legandolo alle campagne di delegittimazione alimentate dalla disinformazione.

Proprio i social network sono stati indicati come uno dei principali campi di battaglia della guerra ibrida. Per Picierno il ritardo europeo è evidente, ma gli strumenti esistono: dall’applicazione del Digital Service Act alla proposta di uno “scudo democratico” contro i troll stranieri.

Sul tema della difesa, Papaleo ha ribadito, citando la Segretaria generale Cisl Daniela Fumarola, che «la pace, quella vera, si difende anche con le armi», respingendo la contrapposizione tra spesa militare e spesa sociale. Picierno ha denunciato il disegno degli autocrati che vogliono smantellare l’Europa perché simbolo di libertà e democrazia, ricordando come la sua voce arrivi da una condizione personale di minaccia e scorta.

Lombardo ha richiamato le bandiere europee sventolate a Kiev, Tbilisi e Minsk: «I diritti non sono mai gratis». La guerra in Ucraina, ha spiegato, è «una guerra d’Europa» che impone di superare calcoli di parte. Cuccello ha infine collegato la sfida europea ai nodi irrisolti del Paese: automotive in crisi, politiche industriali e investimenti energetici, superamento della logica nimby e costruzione di un nuovo contratto sociale che tenga insieme riforme, partecipazione e crescita dei salari.

In chiusura Papaleo ha lanciato un appello netto: senza un’Europa più unita l’alternativa è il declino. «L’Europa siamo noi – ha detto – e difenderla, cambiarla e rafforzarla è la battaglia del nostro tempo».