Pensioni, conguagli Inps errati: migliaia di assegni da restituire, recuperi fino a 1.000 euro
Sono tra i 15mila e i 20mila i pensionati interessati da un errore amministrativo dell’Inps che ha comportato l’erogazione, nel mese di marzo, di somme non dovute fino a mille euro. L’Istituto di previdenza ha già avviato le procedure di recupero degli importi: per cifre pari o inferiori a 150 euro la restituzione avverrà in un’unica soluzione, mentre per importi più elevati è prevista una rateizzazione fino a otto mensilità con avvio da maggio.
Casi segnalati anche sul nostro territorio
Anche tra gli iscritti modenesi si sono verificati episodi analoghi. Diverse persone si sono rivolte ai nostri uffici per capire l’origine di accrediti inattesi comparsi sul proprio conto corrente. Tra queste una pensionata che a marzo ha ricevuto un versamento aggiuntivo di 580 euro senza alcuna spiegazione. Dopo aver contattato il call center dell’Inps, non è riuscita a ottenere chiarimenti, anche perché non disponeva dell’accesso ai servizi online tramite Spid.
La verifica dei cedolini e la scoperta dell’errore
Successivamente la pensionata ha richiesto l’invio dei cedolini via email e, con l’arrivo del prospetto di aprile, ha notato che la somma ricevuta a marzo era stata sottratta dall’assegno pensionistico. Preoccupata, si è rivolta ai nostri sportelli per verificare la situazione. Dopo averla supportata nell’attivazione dello Spid e aver controllato insieme la documentazione, è emerso che l’accredito derivava da un conguaglio applicato erroneamente. Nelle note del cedolino era infatti indicata una detrazione fiscale inserita per errore e successivamente annullata. L’Inps ha quindi stabilito il recupero della somma attraverso otto trattenute mensili a partire da maggio.
La modifica introdotta dalla legge di Bilancio 2025
Per comprendere l’origine del problema occorre fare un passo indietro. Con la legge di Bilancio 2025 il taglio del cuneo contributivo è stato trasformato in un bonus fiscale per i redditi fino a 20mila euro e in una detrazione destinata ai lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 20mila e 40mila euro. Questo beneficio era stato applicato dall’Inps nel conguaglio positivo inserito nei cedolini di marzo 2026 su alcune posizioni. Tuttavia, in determinate situazioni — come nei redditi assimilati al lavoro dipendente, tra cui pensioni integrative e indennità sostitutive — la detrazione non risultava spettante.
Recupero delle somme da maggio a dicembre 2026
A seguito della verifica, l’Istituto ha avviato il recupero delle somme indebitamente corrisposte. A partire da maggio 2026 e fino a dicembre, gli importi saranno trattenuti direttamente sulla pensione in un massimo di otto rate mensili, evitando così un recupero immediato dell’intera cifra per chi deve restituire importi più consistenti.
Restituzione immediata per importi fino a 150 euro
Per i pensionati che devono restituire somme non superiori a 150 euro, il recupero avverrà invece in un’unica soluzione tramite un cedolino dedicato con valuta 1° aprile. L’Inps ha inoltre comunicato di aver disposto nello stesso mese un pagamento aggiuntivo per neutralizzare temporaneamente la trattenuta già programmata, evitando effetti sull’importo ordinario della pensione di aprile. Nel cedolino sarà presente una specifica annotazione esplicativa dell’operazione effettuata.
Richiesta di comunicazioni più chiare e l’assistenza agli iscritti
Ricordiamo che gli uffici Fnp di Modena e Reggio Emilia restano a disposizione degli iscritti per fornire assistenza, chiarire dubbi, supportare nell’attivazione dello Spid e accompagnare le persone nell’utilizzo dei principali servizi online della pubblica amministrazione.
Come Fnp Cisl Emilia Centrale auspichiamo che l’Inps garantisca comunicazioni più tempestive e comprensibili ogni volta che si verificano errori di questo tipo.
Non tutti i pensionati, infatti, hanno dimestichezza con gli strumenti digitali o la possibilità di accedere autonomamente alla propria area personale tramite Spid per controllare cedolini e variazioni.