730/26, anche i pensionati chiamati alla verifica dei conti: tra rimborsi e nuove regole sulle detrazioni
La dichiarazione dei redditi non riguarda soltanto lavoratori dipendenti e autonomi. Anche per i pensionati la dichiarazione dei redditi rappresenta ogni anno un passaggio tutt’altro che secondario. Anzi, in molti casi il modello 730 si traduce in un’opportunità concreta per recuperare somme non dovute e per verificare la correttezza delle imposte già versate.
Il modello 730 permette infatti di dichiarare i redditi percepiti nell’anno precedente e inserire spese detraibili o deducibili — come quelle sanitarie, assicurative, scolastiche o gli interessi del mutuo — che riducono l’imposta dovuta. In molti casi le trattenute effettuate durante l’anno risultano superiori al dovuto e la dichiarazione consente di recuperare le somme spettanti senza dover effettuare calcoli complessi.
Per questo motivo anche chi percepisce esclusivamente la pensione dovrebbe valutare la presentazione del 730: oltre ai possibili rimborsi, la dichiarazione è spesso necessaria per accedere a bonus, agevolazioni sociali e prestazioni collegate al reddito.
La Certificazione Unica (CU) 2026, relativa ai redditi 2025, è già disponibile online dal 12-13 marzo 2026 sul sito INPS.
Tra le novità più rilevanti emergono quelle legate alle detrazioni per carichi di famiglia, che incidono in modo diretto sul calcolo dell’imposta. Il sistema è stato rivisto in senso più selettivo. Per i figli a carico, la detrazione non è più riconosciuta oltre i 30 anni di età, salvo i casi di disabilità, mentre resta per la fascia tra i 21 e i 30 anni, con importi che si riducono progressivamente all’aumentare del reddito. Per i figli più giovani, invece, il riferimento è ormai l’Assegno unico, che ha sostituito le precedenti detrazioni.
Cambia anche il perimetro degli altri familiari a carico: le agevolazioni sono oggi limitate agli ascendenti, come genitori e nonni, e solo in presenza di convivenza. Una stretta che riduce il numero dei beneficiari e impone maggiore attenzione nella verifica dei requisiti. Rimane inoltre il meccanismo che lega l’effettivo beneficio al reddito complessivo, con detrazioni che si riducono fino ad azzerarsi per i contribuenti con redditi più elevati.
Permane invece il diritto a detrarre il 19% delle spese sostenute (sanitarie, universitarie) per i familiari comunque a carico, ovvero con un reddito al di sotto di 2840,51 euro.
Per quanto riguarda le spese sanitarie da quest’anno il prospetto dettagliato delle spese sanitarie, reso disponibile digitalmente dal Sistema Tessera Sanitaria, vale come prova del sostenimento della spesa.
Il bonus ristrutturazioni al 50 % continua ad essere la misura principale per la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione per quanto riguarda la prima casa. Mentre per altri immobili scendere al 36.
Nel 2027 salvo ulteriori proroghe, l’aliquota scenderà al 36% per la prima casa, 30% per le seconde case.
In questo quadro, orientarsi tra norme, limiti e opportunità non è sempre semplice. Ed è proprio qui che entra in gioco il ruolo dei Centri di assistenza fiscale, sempre più centrali nella gestione della dichiarazione. Affidarsi a un CAF significa non solo evitare errori, ma anche avere la certezza di non perdere detrazioni e benefici spettanti.
Il CAF CISL rappresenta un punto di riferimento diffuso sul territorio, con sedi operative sia in provincia di Modena sia di Reggio Emilia.
Prenotare un appuntamento è semplice: è possibile contattare il numero verde regionale 800 948 888 oppure accedere al sito cafcisl.it e scegliere la sede più comoda. Un passaggio che può fare la differenza tra una dichiarazione compilata correttamente e il rischio di perdere opportunità economiche.
Presentare la dichiarazione dei redditi, quindi, non è solo un adempimento formale: per molti pensionati rappresenta un’opportunità concreta per controllare la propria posizione fiscale, ottenere rimborsi e non perdere benefici economici importanti.