Sanità, dal 21 settembre cambiate le tariffe del Servizio sanitario nazionale
Dal 21 settembre 2026 sono entrate in vigore le nuove tariffe nazionali che il Servizio sanitario nazionale riconosce per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni di protesica. Una novità che interessa anche molti cittadini e pensionati, ma che è importante leggere correttamente: le nuove tariffe non corrispondono automaticamente a quanto il cittadino deve pagare.
La novità nasce dall’Intesa raggiunta il 23 luglio 2026 dalla Conferenza Stato-Regioni, formalizzata nell’Atto Rep. n. 123/CSR, che ha anticipato al 21 settembre l’entrata in vigore del nuovo tariffario. Il provvedimento aggiorna gli importi riconosciuti dal SSN a ospedali, ambulatori e laboratori per le prestazioni effettuate.
L’aggiornamento si è reso necessario dopo che il precedente tariffario, approvato nel novembre 2024, era stato annullato dal TAR del Lazio per alcune carenze nella determinazione dei costi delle prestazioni. Il Ministero della Salute ha quindi effettuato una nuova rilevazione dei costi nel corso del 2026, arrivando alla definizione delle nuove tariffe.
Ma cosa cambia concretamente per i cittadini? Il punto fondamentale è distinguere tra tariffa e ticket. La tariffa è l’importo riconosciuto dal SSN alla struttura sanitaria; il ticket è invece la quota eventualmente a carico del cittadino. Le regole sul ticket non cambiano: nella maggior parte delle Regioni resta il tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, mentre chi dispone di una valida esenzione continua a non pagare le prestazioni comprese nell’esenzione.
Per questo, se una prestazione prevedeva già un ticket pari o superiore a 36,15 euro, il cittadino non si troverà automaticamente a pagare di più. Gli eventuali effetti delle nuove tariffe possono invece riguardare soprattutto le prestazioni per le quali il ticket era inferiore al tetto massimo.
FNP CISL Emilia Centrale invita quindi gli iscritti a non confondere l’aggiornamento delle tariffe con un aumento generalizzato dei ticket. In caso di dubbi sulla propria situazione, è possibile rivolgersi alle sedi e ai servizi CISL per verificare esenzioni, prestazioni e importi dovuti.