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Rinnovo contratto scuola, la CISL: “Scelta di responsabilità”.

Aumenti, risorse e cosa cambierà per chi è già in pensione o sta per andarci

Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024 fa un passo decisivo: l’accordo è stato firmato il 5 novembre 2025 con l’adesione della maggior parte dei sindacati, mentre la Flc Cgil ha scelto di non sottoscrivere l’intesa. Parallelamente, si avvicina già il prossimo fronte contrattuale, quello 2025-2027, che il Governo intende aprire entro la fine dell’anno.

Aumenti 2022-2024: gli importi previsti

L’accordo prevede incrementi medi di 150 euro lordi al mese, con cifre più elevate per alcune categorie:

  • Docenti: fino a 185 euro
  • Dirigenti scolastici: circa 240 euro
  • Personale ATA: aumento proporzionato, con arretrati medi di 1.138 euro

Una parte di questi aumenti era già stata anticipata nella busta paga tramite l’Indennità di vacanza contrattuale (IVC). Ora è atteso il pagamento degli arretrati, previsto in un’unica soluzione entro Natale e con tassazione agevolata.

La posizione della CISL Scuola: “Un +6% complessivo. Firmare ora era necessario”

La CISL Scuola rivendica un ruolo centrale nel raggiungimento dell’accordo e sottolinea gli elementi positivi del rinnovo:

  • Secondo quanto riferito dalla sigla, l’ARAN ha confermato un incremento del 5,78%, cui si aggiunge uno 0,22% per il salario accessorio, per un totale di +6% sulla retribuzione.
  • Gli arretrati medi stimati dall’ARAN sono di 1.444 euro per il comparto scuola, con picchi di 1.516 euro per i docenti.

La segretaria generale di Cisl Scuola Ivana Barbacci parla di “scelta di responsabilità”, spiegando che era necessario chiudere subito per aprire senza ulteriori ritardi la trattativa per il contratto 2025-2027 e garantire finalmente continuità ai rinnovi.

Le risorse: il Governo conferma l’aumento del 9%

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato che il Governo ha incrementato del 9% le risorse per la scuola, una misura necessaria per sostenere l’aumento degli stipendi. Un decreto pubblicato il 9 settembre 2025 ha inoltre spostato una parte dei fondi inizialmente destinati al nuovo ordinamento ATA per rafforzare il capitolo del rinnovo contrattuale.
Dal 2026 al 2029, poi, saranno disponibili 15 milioni di euro all’anno, destinati a confluire in un fondo permanente per il miglioramento dell’offerta formativa.

 

Contratto 2025-2027: trattativa al via entro fine anno

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha confermato che i negoziati per il prossimo triennio inizieranno entro il 2025.
Le somme stanziate sono ingenti:

  • 1,755 miliardi per il 2025
  • 3,55 miliardi per il 2026
  • 5,55 miliardi annui dal 2027

Gli aumenti previsti potrebbero aggirarsi attorno ai 135 euro medi al mese (142 per i docenti, 104 per il personale ATA).

Critiche e richieste dal fronte sindacale

Non mancano, tuttavia, posizioni critiche. L’Anief, già a maggio 2025, parlava di risorse “insufficienti”, definendo troppo basso l’aumento allora sul tavolo (62 euro medi).
La CISL, invece, insiste sulla necessità di chiudere il contratto entro l’anno per evitare ritardi e frammentazioni nei pagamenti.

Dirigenza scolastica: l’ANP chiede attenzione

L’Associazione Nazionale Presidi ricorda che il contratto dei dirigenti scolastici è fermo al triennio 2019-2021.
Le richieste prioritarie riguardano:

  • aumenti puntuali e aggiornamento del contratto
  • mobilità interregionale pienamente applicata
  • norme più efficaci su stress lavoro-correlato, ferie e recuperi

 

FOCUS – Pensionati e futuri pensionati: cosa cambia davvero

Il rinnovo del contratto non incide solo sul personale attualmente in servizio. Ci sono effetti concreti anche per chi è già andato in pensione o si appresta a farlo.

Arretrati garantiti ai pensionati dal 2022 in poi

Chi è andato in pensione dal 1° gennaio 2022 ha diritto a ricevere gli arretrati relativi agli anni coperti dal contratto. Gli importi non dipendono dalla situazione attuale del lavoratore, ma dal servizio svolto in quegli anni:

  • docenti: circa 1.516 euro
  • ATA: circa 1.138 euro
  • una tantum: 140-150 euro

Leggero aumento della pensione e ricalcolo del TFS/TFR

Gli aumenti stipendiali entrano nella parte di retribuzione utile per il calcolo:

  • della pensione,
  • del TFS/TFR (trattamento di fine servizio/fine rapporto).

Chi è uscito dopo il 2022 potrà quindi ottenere un aggiornamento dell’assegno e del TFS/TFR, anche se le variazioni saranno moderate.

Nessun effetto per chi è andato in pensione prima del 2022

Chi è in pensione da prima del 2022 non riceverà arretrati né ricalcoli: il contratto copre solo il triennio 2022-2024.

Vantaggi per chi andrà in pensione nel 2025-2026

Chi è vicino all’uscita potrebbe beneficiare:

  • degli aumenti 2022-2024,
  • e, se confermati, dei futuri aumenti 2025-2027.

Ciò significa pensione più alta e TFS/TFR più favorevoli, poiché calcolati su retribuzioni maggiorate.

Conclusione

Il rinnovo del contratto scuola 2022-2024 segna un passo avanti importante per stipendi, arretrati e prospettive future.
La CISL Scuola, tra i firmatari principali, rivendica l’accordo come un gesto necessario per dare stabilità e preparare la trattativa del prossimo triennio.

E mentre il mondo della scuola guarda già al contratto 2025-2027, anche i pensionati e chi è prossimo alla pensione possono aspettarsi benefici concreti, fra ricalcoli, arretrati e nuove basi retributive su cui verranno determinati i trattamenti previdenziali.