CRA: una task force è la richiesta della FNP CISL

Reggio Emilia: “Una task force o in subordine un commissario per dedicarsi al tema delle strutture protette, case di riposo e carità, e similari per monitorare il tema dei contagi da Coronavirus, decessi, operatività, disponibilità di ossigenatori e presidi di protezione individuale, formazione del personale, tamponi eseguiti e necessari. Quello che sta accadendo nelle strutture residenziali in queste ore richiede un intervento straordinario. Una vita umana ha il medesimo valore sia che sia in una struttura ospedaliera come in una struttura per anziani”. Sono le accorate parole di Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale.
Secondo il segretario dei Pensionati della Cisl “E’ opportuno che la Regione, che già molto e bene sta facendo negli ospedali, nomini al più presto un commissario straordinario specifico per le strutture per anziani che, unitamente a una task force locale con anche rappresentanti delle autorità locali per ogni singola provincia, fornisca il quadro completo della situazione. Questo anche alla luce del recente e specifico accordo firmato dai sindacati sulla sicurezza nelle strutture socio sanitarie. Per quanto di nostra conoscenza la situazione è particolarmente difficile e preoccupante al punto tale da dovere richiedere un impegno straordinario e urgente, in quanto le condizioni dei pazienti difficilmente reggerebbero una situazione di contagio diffuso”.
Il segretario dei pensionati Cisl, Lasagni, inoltre replica alle parole del presidente Pasquale Tridico apparse nelle scorse ore sul Sole 24Ore. Dichiarazioni che lasciano intravedere l’ipotesi della impossibilità di erogare le pensioni da maggio in poi a causa del mancato pagamento dei contributi per l’emergenza Coronavirus due sole mensilità.
“L’Inps, cui aderiscono la stragrande maggioranza dei 200.000 pensionati reggiani, è l’ente economico più ricco d’Italia e che ogni anno gestisce valori per 370 miliardi di euro. Le affermazioni del suo presidente creano inutile allarmismo e ansia. E’ per questo che gli chiediamo di fare immediatamente chiarezza al fine di ristabilire la tranquillità senza creare disagi ulteriori ai danni dei nostri pensionati già di per se in forte apprensione per la situazione attuale”.

 

 

Modena:

Intervenire con la massima celerità possibile per superare le difficoltà delle strutture per anziani, dove si registrano numerosi contagi tra i lavoratori e decessi tra gli ospiti. Lo chiedono Cisl Emilia Centrale, Uil di Modena e Reggio e le rispettive categorie dei pensionati, all’indomani della richiesta unitaria di un incontro della Conferenza territoriale socio-sanitaria (Ctss) con il suo presidente (il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli), quello della Provincia Giandomenico Tomei e il direttore dell’Ausl di Modena Antonio Brambilla. «È stato fatto un lavoro straordinario negli ospedali da parte degli operatori sanita

ri, chiediamo che lo stesso sforzo venga messo in campo in tutte le strutture per anziani, dove si moltiplicano le segnalazioni di contagi e decessi – affermano Cisl e Uil, Fnp e Uilp – Siamo molto preoccupati sia per gli ospiti che per i lavoratori di queste strutture, che meritano la massima attenzione e risorse adeguate in termini di presidi di sicurezza e tutti gli accorgimenti organizzativi utili a fermare il contagio. Lavoratori e ospiti non possono essere lasciati a mani nude a combattere un nemico così subdolo». I quattro sindacati sottolineano che le case residenza anziani, le quali ospitano persone anziane particolarmente fragili (spesso non autosufficienti), non sono attrezzate per gestire un’emergenza sanitaria come quella attuale. La situazione è aggravata, in molti casi, dalla carenza d’organico per la difficoltà a sostituire chi si ammala o deve andare in quarantena. Cisl Emilia Centrale, Uil di Modena e Reggio, Fnp Cisl Emilia Centrale e Uilp Modena ritengono urgente promuovere alcune azioni, anche alla luce delle recenti indicazioni della Regione Emilia-Romagna e del protocollo tra Cgil Cisl Uil, il Governo e le associazioni datoriali sulla sicurezza sul lavoro nelle strutture socio-sanitarie. Innanzitutto si chiede l’istituzione di un coordinamento provinciale per garantire un’omogeneità di comportamento nelle diverse strutture accreditate (a gestione pubblica, privata o del privato sociale). Cisl e Uil premono per l’adozione di tutte le misure previste per il contenimento dell’infezione da coronavirus, a partire dalla dotazione di adeguati dispositivi di protezione individuale a tutto il personale, il mantenimento della sospensione delle visite dei familiari e parenti, l’attivazione di strumenti che consentano agli utenti di comunicare con l’esterno (ad es. videochiamate) per evitare il rischio di isolamento e solitudine, l’esecuzione di tamponi e/o analisi al personale socio-sanitario e agli stessi assistiti, la corretta gestione degli eventuali casi di positività, magari predisponendo reparti e/o strutture dedicate ai positivi Covid-19 in modo da tenerli isolati dagli altri ospiti. Soprattutto i quattro sindacati chiedono il monitoraggio puntuale della situazione nelle case residenza anziani, Comune per Comune e struttura per struttura. «Lavoratori e famiglie degli assistiti hanno diritto alla trasparenza, attraverso un’informazione puntuale su eventuali criticità. Per questo – concludono Cisl Emilia Centrale e Fnp Cisl Emilia Centrale, Uil e Uilp di Modena e Reggio Emilia – ci appelliamo a tutti i sindaci e ai soggetti pubblici e privati, ai quali offriamo la massima collaborazione e sostegno per evitare un’ulteriore diffusione del contagio tra ospiti e i lavoratori delle strutture per anziani».