Coronavirus: i sindacati pensionati chiedono intervento sulle case residenza per anziani


Le segreterie Spi CGIL, Fnp CISL, Uilp UIL dell’Emilia Romagna esprimono “particolare preoccupazione per la situazione che si è creata presso la Casa Residenza per Anziani “Don Prandocchi Cavalli” di Sissa Trecasali dove si sono purtroppo registrati una serie di decessi e un numero elevato di ospiti positivi o con sintomatologie sospette. I dispositivi di protezione personale risultano insufficienti sia per il personale che per gli ospiti, nonostante le misure di sicurezza già adottate dall’Asp. C’è la necessità di un intervento urgente e deciso che consenta un funzionamento regolare e protetto della CRA e non metta in pericolo operatori e pazienti, evitando che la struttura diventi un pericoloso focolaio per l’intera comunità”.

Le segreterie Spi-Cgil, Fnp-Cgil e Uilp-Uil regionali in una lettera al Governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, esprimono “preoccupazione per la situazione che l’epidemia da Coronavirus rischia di determinare nelle strutture residenziali per anziani”. E’ stato segnalato il caso della CRA di Sissa Tre Casali (Parma) dove ci sono stati 9 decessi su 60 ospiti della struttura, oltre ad altre residenze per anziani in diverse città a partire da Parma stessa, Carpi che registrava i primi contagiati già nei primi giorni di marzo e Forlì”.

“Chiediamo al Presidente della Regione un intervento urgente per evitare il dilagare del contagio e condividiamo la richiesta che viene dalle categorie del pubblico impiego e del commercio di avere tutte le protezioni necessarie al fine di non contagiare né essere contagiati. Le tre sigle pertanto chiedono che vengano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, con la fornitura urgente e la distribuzione degli idonei strumenti di protezione individuali, conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie; la sanificazione degli ambienti delle strutture; la sorveglianza sanitaria di tutti gli operatori della struttura e l’adozione di procedure codificate e chiare.” C’è la necessità di un intervento urgente e deciso che consenta un funzionamento regolare e protetto delle CRA e non metta in pericolo operatori e pazienti, evitando che le strutture diventino un pericoloso focolaio per l’intera comunità.

“Inoltre chiediamo se è previsto, per l’uso di questi ausili, un incremento dei momenti di formazione per il personale sanitario e non solo.

Infine, chiediamo quali misure sono state prese per il personale, i familiari e i volontari fino ad ora, e se si ritiene necessario incrementarle, sempre al fine di evitare il contagio che avrebbe sull’utenza una conseguenza tragica” scrivono i sindacati.

Nella lettera si chiede, inoltre, “cosa è stato fatto, e cosa si pensa di fare, con i pazienti delle strutture che si aggravano intendendo se sono stati previsti dei protocolli di sicurezza per evitare il contagio in tali ambienti o se vi è la possibilità di trasferirli negli ospedali dedicati all’emergenza.”

“Consapevoli che in questa fase delicatissima sia più che mai necessario ridurre al minimo i contatti esterni” ma consci del fatto che i contatti con i familiari siano indispensabili nel garantire i legami per evitare il completo isolamento degli ospiti, le sigle sindacali dei pensionati sollecitano anche “che si favorisca un collegamento con strumenti elettronici tra pazienti e familiari”.

Il servizio risulta già attivo in diverse strutture della Regione con la finalità di consentire un contatto visivo in seguito all’entrata in vigore del decreto che vieta l’accesso diretto dei parenti degli ospiti alle strutture.

Si tratta di uno sforzo che consente ai familiari di avere informazioni anche dirette sullo stato dei loro cari e per gli anziani di un modo per sentirsi un po’ meno soli.

FNP CISL esprime medesime preoccupazioni anche nei confronti degli ospiti e del personale che alloggia ed opera entro le case famiglia, strutture private che assistono anziani autosufficienti o parzialmente non autosufficienti.