Plastic tax: Adiconsum,scelta sbagliata, farà aumentare costi per i consumatori

«Per come è costruita, la “plastic tax” non ha alcuna finalità ambientale o di riconversione industriale perché penalizza solo i prodotti e rappresenta unicamente un’imposizione diretta che farà aumentare i costi a carico dei consumatori».
Lo afferma Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale (associazione consumatori della Cisl), secondo la quale la tassa potrebbe causare un aumento del 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, contribuendo a indebolire ulteriormente la domanda interna e non a sostenerla, con evidenti ripercussioni negative.

«La “plastic tax” non incentiva gli investimenti per la riconversione industriale o la spinta al riciclo/riuso e all’economia circolare, ma ha la sola finalità di reperire risorse per fare cassa, mettendo in seria difficoltà imprese e lavoratori di questo settore manifatturiero molto importante per la nostra regione – sottolinea Cangini – Invece che tassare questo comparto bisogna aiutarlo ulteriormente attraverso azioni mirate che aumentino lo scambio rapido di prodotto, favorendo la messa in commercio di soli imballaggi totalmente riciclabili, per imprimere una svolta davvero green verso un’economia circolare, stimolando lo sviluppo e l’ammodernamento del tessuto industriale fatto in larga parte da piccole e medie aziende.

Il governo – continua la rappresentante dell’associazione consumatori della Cisl – deve rispondere alla richiesta di un incontro urgente avanzata dai sindacati ed è bene che li ascolti, per consentire loro di spiegare i danni provocati dal provvedimento. Bisogna chiedere il ritiro di questa misura o un ripensamento complessivo delle finalità che si vorrebbero raggiungere con l’introduzione della “plastic tax”, che tutto fa – conclude la responsabile di Adiconsum Emilia Centrale – tranne che diminuire i rifiuti, indirizzare i cittadini verso comportamenti virtuosi o incentivare le imprese agli investimenti e alla riconversione».