Cosa fa la Regione per gli anziani?

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha partecipato alla tavola rotonda dal titolo: “La sfida della democrazia tra coesione e autonomia”. A margine dell’iniziativa, intervistato dalla giornalista Ileana Rossi, ha risposto ad alcune domande sui temi cari al sindacato pensionati Cisl: anziani e non autosufficienza.

D- L’Emilia-Romagna ha un fondo per la non autosufficienza ma le persone anziane sono sempre più numerose…

R- Si vive più a lungo ed è un bene. Però proprio perché si vive più a lungo, bisogna garantire servizi sempre più avanzati per le cure e per l’assistenza. Abbiamo istituito assieme alle parti sociali il fondo sanitario per la non autosufficienza più alto d’Italia ma bisogna incrementarlo e rivedere alcuni parametri. C’è tutta la nostra volontà per stare vicino alle persone non autosufficienti e ai disabili.

D- Sanità: gli anziani lamentano liste d’attesa ancora troppo lunghe. Molti anziani non si curano perché dicono che hanno difficoltà ad attendere così a lungo ed a pagare i ticket…

R- Per la verità sulle 40 prestazioni sanitarie di prima fascia, quelle previste dal Ministero della Sanità, noi siamo una Regione che è riuscita a garantire che il 95-97% delle prestazioni. A chi le chiede, entro 30-60 giorni vengono smaltite.  Il nostro impegno è anche tenere alta l’attenzione nei confronti dei pronto soccorso, si efficienti, ma che hanno ancora spazio di miglioramento. Sul superticket, siamo l’unica Regione che lo ha eliminato fino ai 100.000 euro di reddito annuo. Dal primo gennaio scorso non lo pagano più i cittadini dell’Emilia Romagna. Apprezzabile il fatto che il Ministro della salute, Speranza, abbia espresso la volontà di adottare questa misura come nuova misura del nuovo Governo per l’Italia intera. Più in generale la nostra attenzione deve essere alta per una sanità che funzioni sempre meglio, una sanità più equa anche dal punto di vista della redistribuzione dei ticket. Sono soddisfatto che alcune scelte fatte dalla Regione possano essere prese come riferimento per le politiche nazionali.

D- Dopo i fatti emersi alla cronaca, cosa ci può dire sulle case famiglia?

R- Ci sono sicuramente da fare correzioni alla legislazione nazionale, lo abbiamo già chiesto e noi faremo comunque la nostra parte. Bisogna dire che la gran parte di coloro che gestiscono anziani, così come i bambini, sono persone perbene, che svolgono con professionalità e dignità il loro mestiere. Proprio perché alcuni casi ‘vergognosi’ non devono screditare chi lavora qualità bisogna che i controlli siano stringenti e vengano modificate le norme.