Reddito di cittadinanza: fase 2

Dal 2 Settembre è scattata la Fase Due prevista dal Reddito di CittadinanzaI beneficiari convocati dai Centri per l’impiego saranno circa 704 mila. Dovranno firmare il Patto per il Lavoro per cominciare la ricerca di un’occupazione e non perdere l’assegno stesso. Si tratta di circa 350 mila famiglie che, tra aprile e luglio, hanno iniziato ad incassare il beneficio.

La convocazione arriva dopo una serie di ritardi, la norma, infatti, prevede che la ricerca di lavoro cominci 30 giorni dopo il pagamento, per quanto riguarda i primi beneficiari sono già passati cinque mesi. Ricordiamo che ci sono voluti mesi per risolvere la complicata questione dei Navigator e la loro distribuzione tra le Regioni e soltanto con l’accordo di fine giugno la macchina si è rimessa in moto. Inoltre, le strutture informatiche sono state complesse da gestire e per questo la convocazione potrà arrivare con ogni mezzo.

Come previsto dalla legge, saranno chiamati non soltanto gli intestatari del Reddito, ma anche i componenti del nucleo familiare maggiorenni che non sono occupati e che non frequentano un corso di studi. Sono esclusi invece i beneficiari della Pensione di Cittadinanza, i beneficiari di età pari o superiore a 65 anni, nonché i componenti con disabilità (fatta salva la volontaria adesione a un percorso personalizzato). Possono essere esonerati coloro che hanno figli con meno di 3 anni o componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti. Ma anche i frequentanti di corsi di formazione e gli occupati a basso reddito. Per alcune famiglie in particolari situazioni di disagio è possibile attivare invece il Patto per l’Inclusione Sociale.

Dunque, una volta definito il Patto per il Lavoro, il beneficiario dovrà rispettare gli impegni, in primis quello di accettare almeno una delle tre offerte di lavoro “congrue” che si prevede vengano avanzate. Offerte che, in sostanza, saranno così articolate: nell’arco dei primi 12 mesi di fruizione del Reddito, la prima offerta sarà congrua se entro i 100 chilometri di distanza dalla residenza, la seconda entro i 250 chilometri e la terza si allarga sull’intero territorio italiano. Dopo 12 mesi anche la prima offerta rientra nei 250 chilometri. Se non se ne accetta alcuna, si perde il Reddito di Cittadinanza.

I dati forniti dal Ministero del Lavoro indicano che la gran parte dei soggetti avviabili al lavoro risiede nelle principali regioni del sud Italia; circa il 65% dei beneficiari, infatti, proviene da Campania (178.370), Sicilia (162.518), Calabria (64.057) e Puglia (50.904).