Festival delle generazioni: Bologna 2015

<<Veniamoci incontro>>. Potrebbe essere questo lo slogan per celebrare la due giorni bolognese di scambio di esperienze tra giovani ed anziani.

Il Festival delle Generazioni dal titolo “Né vecchi, né giovani: cittadini”, promosso dalla FNP Cisl, ha avuto come tappa la città di Bologna che per l’evento si è fatta portavoce di valori quali la solidarietà tra le generazione, l’interscambio di vissuto, tavole rotonde, rassegne, laboratori, incontri culturali, sport ma anche tanta musica e divertimento.

La Fnp Emilia centrale ha partecipato all’iniziativa con un nutrito gruppo di volontari che si sono adoperati a rendere l’evento unico nel suo genere ed una delegazione di studenti dell’Istituto tecnico superiore “G. Marconi” di Carpi.

In Piazza Maggiore nello spazio il Dono delle idee, la FNP modenese, ha allestito uno stand per sponsorizzare l’offerta per un tirocinio curriculare promosso dal sindacato pensionati.

Nell’ambito di un progetto di intergenerazionalità viene offerta l’opportunità a giovani universitari di conoscere il funzionamento dell’organizzazione sindacale e le attività legate ai temi della contrattazione socio-sanitaria. Scopo del tirocinio, promosso in collaborazione con l’Università degli studi di Modena e Reggio e l’Università di Bologna, è l’erogazione di servizi di orientamento e formazione atti a facilitare l’ ingresso nel mercato del lavoro e aumentare le possibilità occupazionali in linea con gli studi effettuati.

La piazza è stata il luogo della parola, il verbo sindacale si è fuso con le opinioni delle persone che transitavano: ‘cittadini’ per l’ appunto.

Il confronto ha fatto emergere le contraddizioni e le diffidenze dei più scettici nei confronti del sindacato, associato, il più delle volte, alla politica ma anche meriti ed elogi sull’attività di impegno e di servizio nei confronti di lavoratori e pensionati, iscritti e non.

Abbiamo dialogato con giovani e meno giovani, figli e genitori aperti al confronto sul futuro; diffidenze e resistenze intrecciate a battaglie personali e lavorative.

Poche e semplici parole che mostrano come i giovani siano disillusi rispetto ai grandi temi: lavoro, previdenza, sanità. Questioni troppo lontane dal vissuto quotidiano, fatto di studio ed impegno per un futuro incerto. Battaglie lavorative che spesso vengono portate avanti individualmente senza l’aiuto dei corpi intermedi.

Disaffezione che ci porta ad assumere l’obbligo morale di farcene carico per sfatare il mito della contrapposizione fra gli interessi economici e sociali dei giovani (gli attuali 20enni e 30enni) e quelli delle generazioni precedenti che, per motivi anagrafici, hanno potuto usufruire di un sistema pensionistico più favorevole dell’attuale.