FNP ER: Esecutivo del 22 marzo 2018

Si riporta in sintesi l’intervento del Segretario Genarale Fnp ER Loris Cavaletti tenuto durante l’esecutivo del 22 marzo scorso.
Voto: emerge un paese insofferente dello ‘status quo’ e come sindacato dobbiamo tenerne conto. Si evidenzia anche che il cosiddetto ‘porta a porta’ della comunicazione non lo fanno più i partiti, ma i social, che ‘fagocitano’ i dati personali di tutti. Infine, sul voto ha inciso anche l’immigrazione gestita male, che sul territorio ha ‘dirottato’ queste persone nei quartieri più popolari e già problematici.
Da qui 4 temi, su cui la Fnp deve lavorare e proporre un’iniziativa nei territori a livello regionale.
1) Giovani. L’alleanza intergenerazionale è fondamentale per il futuro del Paese. Pertanto, intraprendere azioni volte a rispettare gli anziani ed a valorizzare i giovani, puntando sul lavoro per i giovani, soprattutto al sud. Qui serve una riflessione sulla riforma delle pensioni. Nel 2050 i giovani avranno pensioni ‘povere’, in quanto un sistema pensionistico basato interamente sul contributivo porta a questo. Dunque , in primis separare previdenza da assistenza.
2) Immigrazione. Una gestione del fenomeno tra ‘buonisti’ da una parte e chi li vuole ‘tutti via’ dall’altra è fallimentare perché innanzitutto scarica il problema sui più deboli e poi perché l’immigrazione non è un fattore di emergenza, ma strutturale, che durerà anni e come tale va affrontato.
3) Sanità. E’ un tema che va ripreso con forza. Troppe persone non si curano, perché i ticket per il ceto medio /basso costano troppo. Una sentenza dice che i malati di Alzheimer non pagano i servizi sanitari, ma dato che il budget sanitario delle asl è limitato, segue che si taglieranno i servizi stessi…Circa il tema sanità è opportuno fare un’iniziativa a favore del funzionamento delle strutture socio sanitarie territoriali volte alla deospedalizzazione.
4) Politica. Va ripensata la contrattazione per incentivare la partecipazione. Nel merito è in cantiere un’iniziativa sul libro di Dossetti del 1956, quando il vescovo lo ‘obbligò’ ad entrare in politica. Vanno rilette l’analisi su giovani, immigrazione e politica espresse da Dossetti ed ancora oggi di grande attualità. Infine, nel nostro agire, dobbiamo avere presente un dato certo: non c’è più ideologia a fare da collante per cui la gente si mobilità su bisogni concreti. In cantiere c’è un’iniziativa con /per gli Rls, da tenersi a maggio a Firenze presso il centro studi, dove è anche allestita una mostra su Don Milani, comprensiva di un’escursione a Barbiana.