8 marzo: donne tra conquiste passate e future

Giovedì 8 marzo presso Palazzo Europa si è tenuto il confronto sul tema della disuguaglianza tra generi nei luoghi di lavoro. “Per diritto di voto” è il titolo che i sindacati hanno voluto dare all’iniziativa per fare capire che sulla base di questo diritto fondamentale, le donne italiane hanno costruito un percorso di rivendicazioni anche sul terreno sociale ed economico. All’iniziativa ha preso parte Anna Pini, sindacalista di lungo corso della nostra Organizzazione. Proponiamo alcuni passaggi dell’appassionato intervento che Anna ha tenuto.“La mia vita lavorativa inizia nel 1953 all’età di 16 anni come stagionale, occasionale, in nero. Per diversi anni ho fatto l’operaia in una fabbrica alimentare per la produzione di tortellini nelle settimane antecedenti il Natale.Dal ‘57 al ‘59, ho lavorato come infermiera stagionale in una casa di cura e anche in tale circostanza avevo lavorato non in regola.Il fatto di lavorare in nero era una consuetudine accettata. Noi donne vivevamo l’opportunità di avere un impiego come qualcosa di estremamente positivo, un’indipendenza non solo economica ma soprattutto una crescita personale, risorsa per uscire dall’isolamento sociale, percezione e orgoglio di far parte di una realtà moderna. Alla fine del ‘59, sono stata assunta con un contratto a tempo indeterminato in una importante azienda alimentare di Modena.”Anna ricorda l’attivismo sindacale “ricordo quando è entrato il sindacato unitario in fabbrica: e in quell’occasione nacque il Consiglio di fabbrica di cui ho sempre fatto parte. Nella mia famiglia nessuno era militante nel sindacato ma io avevo scelto di impegnarmi. Non ho mai sentito pressioni per il ruolo che esercitavo ma si respirava nell’aria il fatto che il padrone non ci vedeva bene, che se si parlava di promozione sicuramente non sarebbe spettata a chi aveva scelto la strada del sindacato. Avevo di fronte la possibilità di rinunciare a fare sindacato a favore di un aumento salariale, una possibile promozione, ma sentivo che vestire quei panni era importante, non per me ma per migliorare la condizione lavorativa di tutte noi!” Alle giovani donne rivolge il suo pensiero “di non intimorirsi di fronte al cambiamento poiché ci può essere spazio per nuove opportunità, scoperte, evoluzioni anche personali ma occorre rimanere agganciate al sindacato, perché è qui che si trovano le risposte alle tutele che oggi consideriamo diritti inviolabili ma che ogni giorno dobbiamo impegnarci a riconfermare e magari trovare insieme nuove soluzioni per una maggior tutela individuale e collettiva.”