Assistenza agli anziani

In tempi di crisi, le famiglie hanno risorse sufficienti per coprire l’assistenza agli anziani?
Considerando che una “badante” costa mediamente alla famiglia 16 mila euro annui, solo l’8% dei pensionati può sostenere questa spesa contando solo sulla pensione.
Questo il quadro che emerge da una ricerca DOMINA (Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico). “In un’epoca in cui non è più possibile fare a meno di colf e badanti, vuoi per l’aumento dell’aspettativa di vita, per i ritmi frenetici, per il rientro nel mondo del lavoro delle donne, non si può non esplorare il settore del lavoro domestico e le sue implicazioni in ambito sociale ed economico. Il fenomeno è così radicato nell’attuale tessuto sociale nazionale che finisce per esserne un importante, valido ed originale punto di osservazione e di analisi, in chiave socio-culturale, politico-istituzionale ed economica”. Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA, presenta così la ricerca che mette in evidenza come nel 2016 la popolazione con almeno 75 anni rappresenta l’11% dell’intera popolazione, valore destinato a crescere al 23% nel 2050.
L’aumento di popolazione anziana determina una crescente domanda di servizi di collaborazione domestica, soprattutto badanti: si tratta di un fenomeno cresciuto enormemente nell’ultimo decennio, con una significativa presenza di donne dell’Est Europa, e generato dal basso, molte volte attraverso l’incontro diretto tra datore di lavoro (famiglia) e lavoratore.
Nell’analisi dell’impatto socio-economico del lavoro domestico in Italia, il primo aspetto da considerare è la dimensione quantitativa di un fenomeno in forte espansione nell’ultimo decennio e che riguarda poco meno di un milione di lavoratori (al netto degli irregolari). Secondo i dati INPS, nel 2015 in Italia si contano 886.125 lavoratori domestici assunti dalle famiglie italiane. Seppur nell’ultimo anno si sia registrato un lieve calo (-2,3%), il numero complessivo è cresciuto mediamente del 42% dal 2007.
L’andamento è stato tuttavia altalenante, influenzato fortemente da misure amministrative e normative, in particolare la c.d. sanatoria del 20123, che ha portato il numero di lavoratori domestici sopra il milione di unità. Nello stesso anno sono state introdotte sanzioni più severe per i datori di lavoro non in regola, dando però la possibilità di “sanare” le posizioni irregolari. Tra il 2008 ed il 2015 è aumentata la richiesta da parte delle famiglie di badanti italiane; se nel 2008 solo il 9% delle badanti erano italiane, nel 2015 la percentuale è arrivata al 19%.