Regolamento Case Famiglia


La Fnp Emilia Centrale esprime soddisfazione per il confronto con l’ Amministrazione comunale

In data 22 novembre 2017, le Organizzazioni sindacali e l’Assessorato al Welfare, dopo un lungo iter di valutazione, sono giunti alla definizione del Regolamento comunale “per la vigilanza nelle case famiglia e gruppi appartamento per anziani e disabili adulti”.
Come noto, le case famiglia sono strutture private che, ad oggi, non sono soggette a nessun altro particolare obbligo se non quello di comunicazione all’amministrazione comunale dell’inizio attività entro 60 giorni.
Tale regolamento ha, quindi, la finalità di integrare le indicazioni normative regionali e nazionali vigenti, al fine di tutelare gli anziani, i disabili adulti, le loro famiglie e, nel contempo, disciplinare le modalità di esercizio dell’attività di vigilanza e controllo sull’operato e sulla qualità di queste tipologie di servizi.
Le Case famiglia, appartamenti protetti per anziani, sono comunità di tipo familiare con funzioni di accoglienza a bassa intensità assistenziale, che accolgono fino ad un massimo di sei utenti anziani in difficoltà, per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile o contrastante con il progetto individuale. Hanno la finalità di fornire una risposta ai crescenti bisogni di luoghi familiari che offrano assistenza ed ospitalità a persone anziane e disabili, facendosi carico della persona nella sua globalità.
Regolamentazione del numero di ospiti, fino ad un massimo di 6, della tipologia di utenti che la struttura può ospitare ovvero persone anziane o disabili in condizioni di autosufficienza o di lieve non autosufficienza, con la predisposizione di un piano di assistenza individuale degli ospiti, i requisiti strutturali degli alloggi tali da garantire sicurezza e comfort alle persone che vi abitano con la definizione della carta dei servizi ed infine l’attività di vigilanza e controllo in capo al Comune di Modena mediante il gruppo ispettivo locale sull’ idoneità e il rispetto del regolamento, le sanzioni, arrivando sino alla cessazione dell’attività in caso di violazione.
Da ambo le parti si è ritenuto importante prevedere un percorso di tutela e fuoriuscita dalla casa dell’ospite che perde i requisiti di autosufficienza. In tal caso, oltre ai servizi sociali e al gestore, vengono chiamati in causa i parenti e si stabiliscono tempi e modi per l’individuazione di una sistemazione più idonea garantendo l’assistenza durante il periodo transitorio.
La Fnp Emilia Centrale, il sindacati dei pensionati della Cisl, che ha espresso sin dai primi casi di illecito verificatisi in Regione, la propria preoccupazione per il verificarsi di fatti analoghi, nel territorio modenese, esprime la propria soddisfazione per il percorso unitario che ci ha visti protagonisti di questa fase di confronto ed apprezza lo sforzo dell’Amministrazione comunale nel predisporre un Regolamento che cerchi di valorizzare, e non limitare, il nascere di questi alloggi ma che dall’altra ne regolamenta modalità e termini di utilizzo.